Sanità Lo studio condotto dal centro di riabilitazione di Montescano (Pavia) della Fondazione Maugeri
Tapis roulant anti Parkinson con suoni e luci
Il test: pazienti di media gravità tornano a camminare e la malattia non avanza Svezia e Israele Specialisti svedesi e israeliani sono pronti ad applicare la tecnica elaborata in Italia
MILANO - I parkinsoniani possono tornare a camminare normalmente. Senza i piedi «congelati» sul terreno. Un personal trainer potrebbe bloccare il male. A livello internazionale è massima l' attenzione per quanto scoperto in Italia, a Montescano (Pavia). La riabilitazione si è trasformata in cura e, sotto certi aspetti, in prevenzione. Venti minuti al giorno di tapis roulant abbinato a stimoli visivo-uditivi e i pazienti, di gravità media, sono tornati a muoversi come i pari età sani: 351 metri in 6 minuti di cammino. E' il parametro di valutazione. Ma l' aspetto più eclatante è che a un anno dall' inizio dell' esperimento questi pazienti stanno ancora bene. Il Parkinson non progredisce. Nei test sugli animali si è osservata uno stop del male a livello cerebrale. La verifica sull' uomo sarà oggetto di un nuovo studio che parte ora. Specialisti svedesi e israeliani, in particolare un big come Nir Giladi del Souraski Medical Center di Tel Aviv, sono già in pista e chiedono lumi su quanto scoperto dall' équipe di Giuseppe Frazzitta. E' lui il responsabile del Laboratorio di rieducazione neuromuscolare dell' Istituto scientifico Fondazione Maugeri di Montescano. «Si aprono nuove prospettive terapeutiche», commenta il direttore scientifico Maria Teresa La Rovere. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Moviment Disorders. Finora per «controllare» nei parkinsoniani il fenomeno del freezing, o congelamento, si usava o il tapis roulant o stimoli visivi e uditivi. Tentativi senza eclatanti riscontri. Ora, invece, abbinando stimoli e movimento sembra si possa andare oltre alla pura riabilitazione. E' come una rieducazione dei neuroni. Il freezing è un disturbo del cammino. I pazienti con Parkinson lo descrivono così: «I miei piedi rimangono incollati al pavimento come congelati». Chi ne soffre è incapace di iniziare o continuare il movimento, pur essendo in una situazione di relativamente buona abilità motoria. L' anormalità è nei nuclei della base del cervello, che hanno il compito di pianificare e mettere in sequenza i movimenti volontari. Nei parkinsoniani affetti da freezing non sembra ci sia la perdita dei programmi motori, bensì l' incapacità di richiamarli in quel preciso momento. Con il Locomotor training attuato a Montescano i programmi motori sembrano tornare a funzionare. E a livello cerebrale sembra fermarsi il black-out dopaminergico. Negli animali è così. La verifica nell' uomo è partita quest' anno con l' analisi della trasmissione dopaminergica a livello dei nuclei della base con il dat-scan. Un altro esperimento riguarda la prevenzione dei peggioramenti: è previsto uno studio su pazienti all' inizio della malattia, e non come quello condotto finora su malati più gravi. «Il nostro lavoro - racconta Frazzitta - ha avuto una svolta nel 2006 quando abbiamo iniziato ad utilizzare il locomotor training, una macchina che abbina tutti i cues (stimoli) contemporaneamente: un tapis roulant, uno stimolo acustico che determina il ritmo della marcia e uno schermo su cui appaiono l' immagine grafica di un box e del piede del paziente. Quando l' immagine del piede si sovrappone correttamente al box durante la marcia appare un feedback positivo». Lo studio ha coinvolto 40 pazienti affetti da malattia di Parkinson di età media 71 anni, divisi in due gruppi da 20. Il primo sottoposto al protocollo sperimentale con locomotor per 20 minuti ogni giorno, per 4 settimane, a velocità di scorrimento del tapis roulant progressivamente crescente. In tutto 28 sessioni. Il secondo gruppo, invece, ha seguito il trattamento classico: niente tapis roulant, solo uno stimolo audio per scandire il ritmo del cammino, incrementando progressivamente la velocità. Alla fine, i pazienti del locomotor hanno raggiunto risultati di gran lunga superiori rispetto agli altri. I riscontri più importanti si sono visti nel test che misura quanti metri compie un soggetto in 6 minuti. Poi nel confronto tra i dati finali e quelli registrati all' inizio del trattamento: i pazienti del locomotor percorrevano ben 130 metri in più, a differenza dei 57 metri in più percorsi dagli altri. Infine, e soprattutto, dopo un anno i benefici persistono. Non è solo, quindi, questione di metri. Mario Pappagallo RIPRODUZIONE RISERVATA La scheda La malattia Il Parkinson è causato dalla degenerazione di alcune cellule nervose (neuroni) che producono un neurotrasmettitore, la dopamina, che controlla il movimento Lo studio Le ricerche coordinate da Giuseppe Frazzitta (foto) sono partite nel 1999, ma solo dal 2006 si usa il Locomotor training I numeri In Italia i malati di Parkinson sono 250 mila. Sopra la soglia dei 65 anni addirittura è colpita una persona su 100
Pappagallo Mario
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(3 febbraio 2010) - Corriere della Sera
(3 febbraio 2010) - Corriere della Sera


