giovedì 4 febbraio 2010

Parkinson: si rallenta la progressione della malattia con la FKT? leggete qui...

Sanità Lo studio condotto dal centro di riabilitazione di Montescano (Pavia) della Fondazione Maugeri

Tapis roulant anti Parkinson con suoni e luci

Il test: pazienti di media gravità tornano a camminare e la malattia non avanza Svezia e Israele Specialisti svedesi e israeliani sono pronti ad applicare la tecnica elaborata in Italia

MILANO - I parkinsoniani possono tornare a camminare normalmente. Senza i piedi «congelati» sul terreno. Un personal trainer potrebbe bloccare il male. A livello internazionale è massima l' attenzione per quanto scoperto in Italia, a Montescano (Pavia). La riabilitazione si è trasformata in cura e, sotto certi aspetti, in prevenzione. Venti minuti al giorno di tapis roulant abbinato a stimoli visivo-uditivi e i pazienti, di gravità media, sono tornati a muoversi come i pari età sani: 351 metri in 6 minuti di cammino. E' il parametro di valutazione. Ma l' aspetto più eclatante è che a un anno dall' inizio dell' esperimento questi pazienti stanno ancora bene. Il Parkinson non progredisce. Nei test sugli animali si è osservata uno stop del male a livello cerebrale. La verifica sull' uomo sarà oggetto di un nuovo studio che parte ora. Specialisti svedesi e israeliani, in particolare un big come Nir Giladi del Souraski Medical Center di Tel Aviv, sono già in pista e chiedono lumi su quanto scoperto dall' équipe di Giuseppe Frazzitta. E' lui il responsabile del Laboratorio di rieducazione neuromuscolare dell' Istituto scientifico Fondazione Maugeri di Montescano. «Si aprono nuove prospettive terapeutiche», commenta il direttore scientifico Maria Teresa La Rovere. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Moviment Disorders. Finora per «controllare» nei parkinsoniani il fenomeno del freezing, o congelamento, si usava o il tapis roulant o stimoli visivi e uditivi. Tentativi senza eclatanti riscontri. Ora, invece, abbinando stimoli e movimento sembra si possa andare oltre alla pura riabilitazione. E' come una rieducazione dei neuroni. Il freezing è un disturbo del cammino. I pazienti con Parkinson lo descrivono così: «I miei piedi rimangono incollati al pavimento come congelati». Chi ne soffre è incapace di iniziare o continuare il movimento, pur essendo in una situazione di relativamente buona abilità motoria. L' anormalità è nei nuclei della base del cervello, che hanno il compito di pianificare e mettere in sequenza i movimenti volontari. Nei parkinsoniani affetti da freezing non sembra ci sia la perdita dei programmi motori, bensì l' incapacità di richiamarli in quel preciso momento. Con il Locomotor training attuato a Montescano i programmi motori sembrano tornare a funzionare. E a livello cerebrale sembra fermarsi il black-out dopaminergico. Negli animali è così. La verifica nell' uomo è partita quest' anno con l' analisi della trasmissione dopaminergica a livello dei nuclei della base con il dat-scan. Un altro esperimento riguarda la prevenzione dei peggioramenti: è previsto uno studio su pazienti all' inizio della malattia, e non come quello condotto finora su malati più gravi. «Il nostro lavoro - racconta Frazzitta - ha avuto una svolta nel 2006 quando abbiamo iniziato ad utilizzare il locomotor training, una macchina che abbina tutti i cues (stimoli) contemporaneamente: un tapis roulant, uno stimolo acustico che determina il ritmo della marcia e uno schermo su cui appaiono l' immagine grafica di un box e del piede del paziente. Quando l' immagine del piede si sovrappone correttamente al box durante la marcia appare un feedback positivo». Lo studio ha coinvolto 40 pazienti affetti da malattia di Parkinson di età media 71 anni, divisi in due gruppi da 20. Il primo sottoposto al protocollo sperimentale con locomotor per 20 minuti ogni giorno, per 4 settimane, a velocità di scorrimento del tapis roulant progressivamente crescente. In tutto 28 sessioni. Il secondo gruppo, invece, ha seguito il trattamento classico: niente tapis roulant, solo uno stimolo audio per scandire il ritmo del cammino, incrementando progressivamente la velocità. Alla fine, i pazienti del locomotor hanno raggiunto risultati di gran lunga superiori rispetto agli altri. I riscontri più importanti si sono visti nel test che misura quanti metri compie un soggetto in 6 minuti. Poi nel confronto tra i dati finali e quelli registrati all' inizio del trattamento: i pazienti del locomotor percorrevano ben 130 metri in più, a differenza dei 57 metri in più percorsi dagli altri. Infine, e soprattutto, dopo un anno i benefici persistono. Non è solo, quindi, questione di metri. Mario Pappagallo RIPRODUZIONE RISERVATA La scheda La malattia Il Parkinson è causato dalla degenerazione di alcune cellule nervose (neuroni) che producono un neurotrasmettitore, la dopamina, che controlla il movimento Lo studio Le ricerche coordinate da Giuseppe Frazzitta (foto) sono partite nel 1999, ma solo dal 2006 si usa il Locomotor training I numeri In Italia i malati di Parkinson sono 250 mila. Sopra la soglia dei 65 anni addirittura è colpita una persona su 100
Pappagallo Mario
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(3 febbraio 2010) - Corriere della Sera

domenica 31 gennaio 2010

Quanto vorrei.....ma non augurerei mai....

“Se gira in carrozzina ci rovina gli infissi”

BRA. Pier Giorgio e Bianca Fieno, pensionati, vivono a Bra da vent’anni. Si sono sposati 47 anni fa. Lui era brigadiere a Milano, lei lavorava come impiegata. Dalla Lombardia, per motivi di lavoro, si sono trasferiti a Biella, ad Avigliana, poi a Ceresole d’Alba e infine nell’appartamento di via Edoardo Brizio. Allora l’ascensore non era troppo stretto e le scale non rappresentavano un problema. Nel frattempo sono arrivati due figli. Poco dopo la nascita della secondogenita, a 36 anni, Bianca Fassardi si è ammalata di sclerosi multipla. Ci sono voluti cinque anni per avere la diagnosi e scoprire che una cura non esiste. Oggi si muove solo con la sedia a rotelle che, però, nell’ascensore non passa. Questione di centimetri. Uscire di casa è un’avventura.
Pier Giorgio Fieno accompagna la moglie all’ascensore. L’aiuta a sistemarsi su una sedia pieghevole e leggera che di solito sta accanto alla porta d’ingresso. Poi porta giù, con l’ascensore, la sedia a rotelle. Il secondo viaggio è quello di Bianca. Arrivati al pianterreno ci sono ancora gli scalini dell’ingresso. Un’altra piccola impresa da affrontare perchè Bianca torni a sedersi sulla sua carrozzella e possa proseguire fino al cancello. Sembra fatta, anche se lungo i marciapiedi e ai semafori gli ostacoli non mancano. A quelli sta pensando l’Osservatorio per le barriere architettoniche di Bra, in collaborazione con il Comune.
«Così - spiega Pier Giorgio - abbiamo deciso di trovare una nuova sistemazione. Purtroppo questa casa è vecchia e non è a prova di barriere architettoniche. È stato complicato già installare un corrimano che serviva a mia moglie quando poteva ancora camminare. Grazie ad alcuni conoscenti siamo venuti a sapere di un appartamento a Bandito, al secondo piano, ma dotato di un ascensore moderno che consente anche di raggiungere la cantina e i garages. Dopo un primo contatto interlocutorio, in cui ho verificato che quell’alloggio rispondeva alle nostre esigenze, la doccia fredda: “Non ve lo possiamo affittare perché sua moglie è su una sedia a rotelle”». La proprietaria, che sta valutando anche altri possibili inquilini, teme che le porte e le pareti del suo appartamento nuovo si rovinino a causa del passaggio della carrozzella.
«Si immagini come mi sono sentito - continua Fieno -. Avrei preferito che mi avesse detto che l’aveva già affittato a qualcun altro. Sarebbe stato più rispettoso verso la nostra sofferenza. Se volevano delle referenze, potevano chiederle al nostro attuale padrone di casa».
Quello che serve a Bianca e Pier Giorgio dopo che hanno combattuto insieme contro la sclerosi multipla per decenni, è un appartamento con un ascensore sufficientemente largo perché ci passi una sedia a rotelle. «Quell’alloggio - spiega Bianca - l’ho visto solo da fuori. Mi piaceva: era vicino ai negozi, sarei potuta uscire da sola, avere una certa autonomia. Mi dispiace lasciare questa casa, perchè ci siamo affezionati, da qui vedo il Monviso. Spesso, d’estate, esco sul balcone e mi godo il panorama dato che scendere in strada è così faticoso. In questo palazzo abbiamo degli amici, persone che ci aiutano: se sono sola in casa vengono a controllare che stia bene. Come tutti gli altri inquilini, facciamo attenzione a tenere la casa con cura».
«Questo rifiuto nei confronti di una persona malata - continua Fieno (componente dell’Associazione nazionale emodializzati e trapiantati renali) - mi ha fatto molto male: in una città come Bra che vanta un gran numero di volontari dalla Croce Rossa, all’Aido, Avis, Fidas, Admo, Alpini, Protezione Civile, la città natale del Cottolengo».
L’episodio che Piergiorgio e Bianca Fieno hanno voluto raccontare, non senza fatica, fortunatamente non è prassi in città. Spiega Luigi Compaire, presidente della sezione locale della Vism (Volontari italiani per la sclerosi multipla) che rappresenta una cinquantina di malati: «A Bra, le persone che hanno queste difficoltà hanno quasi tutte una casa di proprietà e non mi risulta si siano verificati casi analoghi. Purtroppo le barriere architettoniche si incontrano costantemente in casa e fuori: nella quotidianità ci sono tante difficoltà da affrontare. Per esempio i rimborsi previsti per l’installazione di montascale o altre attrezzature: i tempi sono lunghi e spesso soltanto chi ha un reddito tale da affrontare la spesa in proprio se li può permettere».

di Erica Asselle


ragazzi.... a me han rotto un vetro della cantina per aver chiesto gentilmente dopo aver trovato la mia area handicap per tre volte occupata dalla stessa persona di spostarla...

mercoledì 27 gennaio 2010

Dylan Dog

e la parodia alla buona sanità:

Dylan Dog in edicola si intitola Mater Morbi, ed è una parodia sulla "sanità" vale la pena leggerlo.



sono certa che alcuni si rivedranno... e penso farà meditare altri...

domenica 17 gennaio 2010

speranze vere o solo false illusioni? attendiamo fiduciosi gli eventi.

si sta leggendo molto sulla CCSVI, e su facebook ed altri forum si stanno raccogliendo firme affinchè il Ministero della Sanità e istituzioni regionali "aprano" le porte a verifiche e sperimentazioni in tutta Italia.

quello che mi sorge spontaneo è il dubbio che stiamo cercando solo strumenti per "curare" o ridurre la sintomatologia della sclerosi multipla, ma non la causa iniziale. 

Un chirurgo vascolare che ha sperimentato sulla propria moglie questa teoria, il suo confermare depositi di ferro tossici nel cervello, ora mi chiedo ma tutte le persone che soffrono di emocromatosi alla fine dovrebbero avere anche la CCSVI e la SM??


L'ospite molesto




la mia follia è riuscire a regalare un trasporto da una persona con disagio, donando alla AUSER locale della mia città il ricavato della vendita del mio racconto.

sabato 14 novembre 2009

Il Parkinson e il Dottor Giuseppe Frazzitta

Esiste in Montescano in provincia di Pavia, presso la Fondazione Salvatore Maugeri un Centro riabilitativo, dove vengono seguiti i pazienti affetti dalla Malattia di Parkinson.
Una sezione dedicata agli stessi pazienti e inoltre a coloro che soffrono di Sclerosi Multipla, Malattie Demielinizzanti Rare, Mieliti, Mielopatie, Mielolesioni, patologie Neurodegenerative.

Sono stata seguita dal medico sovracitato, persona molto seria e professionale, altresi dotata di una umanità eccezionale. Il paziente riesce ad avere risposte ai suoi quesiti, incitamenti a lottare e un fattivo aiuto sul piano medico-terapeutico-riabilitativo.

Che cosa è il Parkinson ve lo riporto copiando dal sito in toto, argomento trattato dal Dottor Frazzitta e che ho trovato sul sito:

http://galenosalute.wordpress.com/2008/10/04/parliamo-di-malattia-di-parkinson-con-%E2%80%A6/

Questa settimana tratteremo di MALATTIA DI PARKINSON con il dott. Giuseppe Frazzitta, medico specialista in Neurologia e Responsabile del Laboratorio di Diagnostica e Rieducazione neuromuscolare dell’IRCCS Fondazione “S. Maugeri”, Montescano (Pavia), nostro Ospite in GALENOsalute.

La malattia di Parkinson è una malattia degenerativa del sistema nervoso. E’ causata dalla degenerazione delle cellule nervose di una piccola regione del cervello chiamata sostanza nera. Tali cellule producono una sostanza chiamata dopamina necessaria alla trasmissione nervosa per un buon controllo dei movimenti, in particolare quelli automatici quali la mimica facciale, i movimenti pendolari delle braccia durante la marcia, ma anche i movimenti fini come ad esempio abbottonarsi o allacciarsi le scarpe. Non si conoscono completamente le cause della malattia. Sono sicuramente implicati sia fattori esterni, quali sostanze tossiche, che una predisposizione biologica che porta alla morte della cellula nervosa.



Sembra che | Il contatto prolungato con insetticidi, fertilizzanti e pesticidi potrebbe favorirne l’insorgenza soprattutto in agricoltori esposti a grandi quantità di tali sostanze. Certamente sono implicate alcune sostanze stupefacenti o i traumi cranici ripetuti (si pensi al caso del pugile Mohammed Alì). Esistono inoltre rari casi di forme ereditarie ad esordio giovanile dove più membri di una stessa famiglia ne sono affetti, ed alla base delle quali sono alcune mutazioni genetiche che sono state in parte identificate.

Come si formula la diagnosi? | La malattia di Parkinson si presenta con tre tipi di manifestazioni. Il tremore a riposo, prevalentemente a livello delle mani e che interessa inizialmente un solo lato. Una riduzione della velocità dei movimenti chiamata ipocinesia-acinesia: i movimenti del corpo diventano rallentati, il camminare risulta difficile, così come il vestirsi, lo scrivere, il parlare. La rigidità: il paziente lamenta di avere le gambe rigide/pesanti e la mobilizzazione passiva di un arto risulta difficile dando l’impressione di muovere un”tubo di piombo”. All’esordio tali segni clinici possono essere lievi e non è raro che la malattia non sia riconosciuta prima di mesi o addirittura anni, con gravi conseguenze a carico dei pazienti. Il tremore o la ridotta motilità possono essere erroneamente attribuiti alla fatica, all’età o ad uno stato depressivo. Un’ anamnesi accurata e soprattutto un dettagliato esame neurologico porteranno alla diagnosi finale. Gli esami neuroradiologici (TAC, NMR, PET) oltre all’anamnesi familiare, lavorativa e farmacologia sono di ausilio per escludere forme di parkinsonismo secondario a fattori vascolari, tossici, farmacologici (neurolettici ad esempio), ecc.

Come evolve la malattia di Parkinson? | L’evoluzione della malattia è molto variabile. Nella maggioranza dei casi si assiste ad un andamento lentamente progressivo. Sono possibili fluttuazioni dello stato clinico con periodi di aggravamento (magari in presenza di concomitanti patologie internistiche o infettive) seguiti da periodi di stabilizzazione. Schematicamente, si possono distinguere i seguenti stadi: Un primo stadio, detto “luna di miele”, dove i sintomi migliorano con il trattamento, interferendo poco con la vita normale. Un secondo stadio in cui compaiono problemi nella marcia e nelle attività quotidiane, che richiedono aggiustamenti della terapia e in cui il malato rimane comunque autonomo. Un terzo stadio in cui il paziente presenta difficoltà progressive nella marcia ed ha bisogno di aiuto perdendo man mano la sua autonomia. Con il passare del tempo possono comparire altri disturbi quali difficoltà ad urinare, disturbi del sonno, costipazione, depressione e deficit cognitivo.

Come si tratta la malattia di Parkinson? | Il trattamento consiste nel “supplire” la dopamina mancante con l’uso di farmaci che ne riproducono gli effetti. Essi risultano molto efficaci almeno all’esordio della malattia. Dopo qualche anno può comparire una sorta di “fenomeno di esaurimento” dell’efficacia del farmaco con conseguente variazione degli effetti del trattamento. La durata del beneficio di ogni singola dose si può abbreviare e possono comparire blocchi motori o movimenti involontari. Bisogna a tal punto cambiare terapia o associare più farmaci. Il mantenimento di un’attività fisica e la riabilitazione neurologica sono essenziali per ritardare l’insorgenza della forma avanzata e complicata della malattia. In particolare un adeguato trattamento Neuroriabilitativo presso centri specializzati può permettere al paziente affetto da Malattia di Parkinson di mantenere il più a lungo possibile la propria autonomia personale e di ridurre al minimo gli aggiustamenti farmacologici al fine di evitare le complicanze legate all’uso di questi farmaci. La fisioterapia può permettere la riduzione delle retrazioni muscolari, mantenere la funzionalità del rachide, migliorare l’equilibrio negli spostamenti e il mantenimento di una deambulazione il più possibile normale. L’ergoterapia può migliorare l’autonomia nelle attività del vivere quotidiano. La logopedia può portare ad un miglioramento del parola. Può rendersi utile un supporto psicologico sia per il paziente che per chi lo assiste. Il ruolo dell’ambiente e la responsabilizzazione del malato nel seguire il trattamento risultano essenziali. Diverse associazioni possono essere d’aiuto e fra queste, in Italia, l’Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP) ed Azione Parkinson (AP). Più recentemente è stata messa a punto una tecnica di stimolazione cerebrale profonda con una tecnica neurochirugica chiamata stereotassi mediante la quale sono inseriti alcuni elettrodi a livello dei nuclei della base disfunzionanti. Tale intervento è eseguito in alcune divisioni di neurochirurgia in Italia e trova la sua indicazione prevalente in soggetti ancora relativamente giovani con malattia di vecchia data, senza compromissione cognitiva e con scarsa risposta alla terapia farmacologica.

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http://www.fsm.it/fsm/lab_ric_sperimentale_linea02_04.html

DIAGNOSTICA E RIEDUCAZIONE NEUROMUSCOLARE E TERAPIA ISOCINETICA

Istituto Scientifico di Montescano
Via per Montescano
Tel. 0385/2471
E-mail: giuseppe.frazzitta@fsm.it
Responsabile:
Dr. Giuseppe Frazzitta

L’unità svolge attività di ricerca di base ed applicata sulle patologie neurologiche, quali la Malattia di Parkinson, le polineuropatie, le paraparesi da lesione midollare vascolare/traumatica/ infiammatoria e le emiparesi su base cerebrovascolare, ed ortopediche, in particolare quelle che interessano gli arti inferiori ed il tronco. Dal punto di vista clinico attua procedure diagnostiche e terapeutiche sia sui degenti che su pazienti di provenienza esterna (interni 150/anno, esterni 220/anno).

DOTAZIONE STRUMENTALE
Apparecchiatura per l’allevio di carico Locomotor Training° (Biodex) che permette, mediante un software collegato con una pedana mobile, di effettuare delle valutazioni circa la velocità del passo, l’ampiezza del passo, il tempo di appoggio durante il passo ed il coefficiente di varianza.

Apparecchiatura isocinetica CYBEX 6000, con possibilità di contrazione isocinetica concentrica, eccentrica, passiva assistita ed isometrica, collegata ad apparecchiatura di EMG di superficie a quattro moduli con la possibilità di acquisire il segnale in parallelo con quello di coppia di forza e di escursione articolare. Software dedicato all’elaborazione dei segnali descritti, alla memorizzazione dei medesimi per un successivo studio e comparazione.

Apparecchiatura Pro-Kin TECNOBODY, costituita da una pedana mobile a pistoni oleodinamici collegata ad un computer. Il sistema è dotato di una scheda di acquisizione dati in grado di trasdurre elettronicamente tutti i minimi spostamenti angolari compiuti dalla pedana mobile. Quando il paziente muove, con l’arto o con il tronco in appoggio, questa pedana, la scheda di acquisizione dati converte ogni singolo movimento in impulsi elettrici inviandoli direttamente al computer. Gli impulsi elettrici elaborati dal software del sistema vengono visualizzati sul monitor sotto forma di un tracciato, che risulta strettamente relazionato al movimento della pedana mobile comandata dal paziente. Il paziente può disporre di un continuo feed-back visivo che gli consente di stabilire un rapporto di confronto tra ciò che percepisce a livello cinestesico e ciò che realmente produce a livello motorio.

Apparecchiatura VECTOR DOC, con possibilità di contrazione a catena cinetica chiusa concentrica–eccentrica con resistenza elastica a resistenza pre-programmata.

lunedì 7 settembre 2009

questo poi fa veramente pensare...sul vaccino...

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=27386

Immunità giuridica per i produttori dei vaccini contro l'influenza suina
di F. William Engdahl - 06/08/2009

Fonte: Come Don Chisciotte [scheda fonte]





Il Segretario statunitense alla Salute e ai Servizi alla persona, Kathleen Sebelius, ha appena firmato un decreto che concede ai produttori di vaccini la totale immunità giuridica da ogni azione legale che risulti da qualsiasi nuovo vaccino contro l’Influenza suina. Inoltre, il programma del Governo statunitense da 7 miliardi di dollari per velocizzare l’entrata sul mercato dei vaccini in tempo per la stagione influenzale autunnale è in corso di attuazione senza effettuare nemmeno i normali test di sicurezza. Cos’altro bolle in pentola nella campagna ufficiale di isteria dell’OMS per dichiarare il cosiddetto virus H1N1 una minaccia pandemica?

Innanzitutto, né l’OMS né il CDC o qualche altra istituzione scientifica ha fornito le necessarie prove scientifiche sull’esistenza del presunto nuovo virus H1N1 Influenza A, prove che richiedono che il virus venga scientificamente isolato, definito e fotografato con un microscopio elettronico: la procedura standard scientificamente accettata. Tuttavia è stata utilizzata come la base per dichiarare una minaccia “pandemica” globale.



L’attuale campagna ufficiale volta a suscitare panico sul presunto pericolo dell’Influenza suina sta rapidamente assumendo le dimensioni di un romanzo fantascientifico di George Orwell. Il documento firmato da Sibelius garantisce l’immunità ai produttori del vaccino contro l’influenza suina, in base ad una disposizione di una legge del 2006 sulle emergenze di salute pubblica.

Un SAGE non così saggio

Una volta che l’OMS a Ginevra, su consiglio del Strategic Advisory Group on Immunizations dell’OMS, ha dichiarato che l’H1N1 è nella fase 6 o pandemica, programmi sanitari di risposta automatica all’emergenza potrebbero essere attivati persino in paesi come la Germania, dove casi denunciati anche “sospetti” di H1N1 possono essere contati sulle dita di poco più di una mano.

Il SAGE dell’OMS merita inoltre un’indagine accurata. Il suo direttore, il dottor David Salisbury, è dal 2005 direttore delle immunizzazioni presso il Dipartimento della Salute del Regno Unito. Negli anni ‘80 Salisbury fu, stando a quel che si dice, oggetto di numerose critiche per il sostegno alla vaccinazione di massa di bambini con un vaccino multiplo MMR prodotto dall’azienda che poi ha cambiato nome in GlaxoSmithKline. Quel vaccino è stato messo fuori mercato in Giappone dopo che un significativo numero di bambini ha sviluppato reazioni di rigetto al vaccino e il governo giapponese è stato costretto a pagare indennizzi significativi alle vittime. In Svezia il vaccino MMR della GlaxoSmithKline è stato rimosso dopo che gli scienziati l’hanno collegato al diffondersi della malattia di Crohn. Apparentemente esso ha avuto un impatto limitato sul direttore del SAGE dell’OMS Salisbury.

Secondo un investigatore indipendente britannico, Alan Golding, il quale ha ottenuto documenti liberamente accessibili sul caso, nel “1986 Trivirix, un composto di MMR contenente il ceppo della parotite Urabe AM-9, è stato introdotto in Canada per sostituire il MMR I. Preoccupazioni riguardanti l’introduzione del MMR nel Regno Unito sono registrate nei verbali del gruppo di lavoro congiunto della Associazione Pediatrica Britannica e del gruppo relatore del Comitato congiunto sulla vaccinazione e l’immunizzazione (JCVI) del 26 giugno di quell’anno. Simili preoccupazioni sono state presto provate come ben fondate, in quanto è stato segnalato un aumento dell’incidenza di meningite asettica presso i soggetti vaccinati. Infine, tutti i vaccini MMR contenenti il ceppo Urabe degli orecchioni sono stati ritirati in Canada all’inizio del 1988. Questo avvenne prima che l’utilizzo di vaccini contenenti Urabe venisse autorizzato dal Dipartimento della Salute nel Regno Unito.…”

Il rapporto aggiunge: “Smith-Kline-French, l’azienda farmaceutica divenuta Smith-Kline-Beecham e coinvolta a quei tempi nella produzione britannica, era preoccupata per queste problematiche di scurezza ed era restia a fare richiesta un’autorizzazione britannica per questi vaccini contenenti Urabe. Come risultante della sua “preoccupazione” che i bambini potessero essere seriamente danneggiati da uno dei loro prodotti, fece richiesta al governo britannico di indennizzarli nei confronti di possibili azioni legali che sarebbero potute essere prese in seguito a “perdite” associate al vaccino, che allora veniva ritenuto portatore di rischi significativi per la salute. Il governo britannico, su consiglio del professor Salisbury e di funzionari del Dipartimento della Salute, entusiasmato dalla possibilità di mettere sul mercato un MMR economico, approvò questa richiesta”.

Oggi lo stesso dottor Salisbury è sostenitore della proliferazione globale dei vaccini non testati contro l’H1N1, anch’essi prodotti dalla stessa azienda, che ora si chiama GlaxoSmithKline.

L’ultimo disastro della finta Influenza suina

L’ultima volta che l’Amministrazione statunitense ha affrontato a un nuovo virus di influenza suina è stato nel 1976. Vi fu una campagna nazionale di vaccinazioni in seguito alla quale in migliaia fecero richiesta di danni sostenendo di aver sofferto degli effetti collaterali delle vaccinazioni. Questa volta il governo ha preso provvedimenti per evitare che migliaia di cittadini statunitensi che patiscono gravi conseguenze per aver ricevuto vaccini non testati possano agire per vie legali.

Nel 1976 al Presidente Gerald Ford, il quale affrontava una difficile campagna elettorale per la re-elezione, fu consigliato dal capo della CDC, David Sencer, di lanciare una vaccinazione di massa a livello nazionale. Come oggi con l’Influenza suina H1N1, Sencer utilizzò lo spettro della presunta pandemia influenzale del 1918. In particolare, alcuni ricercatori scientifici sostengono che le morti avvenute in occasione dell’ondata influenzale del 1918-19, subito dopo la terribile Prima Guerra Mondiale, non furono causate da un virus, bensì dalle campagne governative di vaccinazione di massa contro l’”Influenza spagnola”. È interessante notare come l’Università e la Fondazione Rockfeller furono coinvolte anche in questo evento.

Casi di quella che fu poi chiamata influenza suina furono individuati in soldati di stanza a Fort Dix, nel New Jersey, nel 1976, tra i quali vi fu un morto. La reale causa di quella morte è oggetto di disputa, in quanto il soldato, ammalatosi di influenza, fu costretto a compiere una marcia forzata nonostante la sua malattia, e cadde morto. Ma l’evento fu utilizzato da Sencer per convincere Ford a lanciare una dei più scellerati fallimenti nell’ambito della sanità pubblica nella storia degli USA, un fallimento che costrinse Sencer a dimettersi da capo del CDC.

I funzionari federali vaccinarono 40 milioni di americani durante una campagna nazionale. Una pandemia non si materializzò mai, ma migliaia di coloro che furono vaccinati fecero richiesta di danni, in quanto furono vittime di una condizione di paralisi detta Sindrome Guillain-Barre o di altri effetti collaterali. Almeno 25 persone morirono dopo essere state vaccinate e 500 svilupparono la sindrome Guillain-Barre, un’infiammazione del sistema nervoso che può causare la paralisi ed essere fatale. L’Amministrazione statunitense fu costretta a pagare i danni dopo che le vittime della vaccinazione ne fecero uno scandalo nazionale. Alla fine del 1976 il vaccino contro l’Influenza suina si dimostrò più dannoso della patologia stessa.

Sencer fu licenziato nel 1977 per il fallimento, ma allora il danno era già stato fatto.


Nessun test di sicurezza? Non preoccupatevi, siate felici…

La questione si fa ancora più grave. Ora che l’Amministrazione Obama ha firmato un documento che garantisce l’immunità da procedimenti giudiziari, la FDA negli Stati Uniti e le autorità sanitarie del Regno Unito hanno deciso di consentire a Big Pharma di mettere i propri vaccini sul mercato prima che qualsiasi test sui possibili pericolosi effetti collaterali dei vaccini venga persino reso noto.

Le prime dosi del vaccino contro l’influenza suina saranno rese disponibili al pubblico prima che i dati completi sulla loro sicurezza ed efficacia diventino disponibili. I vaccini “pandemici” non testati saranno diffusi in due dosi in una quantità maggiore, ed una marca conterrà, stando a quel che si dice, un additivo chimico, un coadiuvante, per permettere al vaccino di “andare oltre”, aumentando potenzialmente in modo drammatico il rischio di effetti collaterali.

I bambini saranno tra i primi ad essere vaccinati e potrebbero esserlo oltre un mese prima che i risultati dei test siano stati ricevuti.

Nel Regno Unito è stato ordinato al Servizio Sanitario Nazionale, NHS, di prevedere uno scenario nel quale l’influenza suina potrebbe causare 65.000 morti nel prossimo inverno, incluse diverse migliaia di morti tra i bambini.

Il Governo britannico ha pre-ordinato 132 milioni di dosi di vaccini a due produttori, GlaxoSmithKline e Baxter, i quali hanno registrato “in anticipo” tre vaccini “essenziali” in preparazione alla pandemia, abbastanza in tempo utile nonostante ci venga detto dall’OMS e dagli epidemiologi che non possiamo prepararci in anticipo per quella che potrebbe essere una più minacciosa mutazione di quello che è attualmente il lieve problema dell’H1N1.

Abbastanza curiosamente, un anno prima che fossero riportati casi di presunto H1N1, la principale azienda farmaceutica, Baxter, registrò il brevetto di un vaccino contro l’H1N1: richiesta di brevetto per un vaccino Baxter US 2009/0060950 A1. Nella loro richiesta si afferma che “il composto o vaccino contiene più di un antigene… come l’influenza A e l’influenza B prelevati in particolare dai sottotipi umani H1N1, H2N2, H3N2, H5N1, H7N7, H1N2, H9N2, H7N2, H7N3, H10N7 , dell’influenza suina H1N1, H1N2, H3N1 e H3N2, dell’influenza canina o equina sottotipi H7N7, H3N8 o dell’influenza aviaria H5N1, H7N2, H1N7, H7N3, H13N6, H5N9, H11N6, H3N8, H9N2, H5N2, H4N8, H10N7, H2N2, H8N4, H14N5, H6N5, H12N5".

Nella richiesta si afferma inoltre che “coadiuvanti idonei possono derivare da gel minerali, idrossido di alluminio, surfattanti, lisolecitina, polioli pluronici, polianioni o emulsioni d’olio come l’acqua nell’olio o l’olio nell’acqua, o una combinazione dei suddetti. Certamente la scelta del coadiuvante dipende dall’uso che se ne intende fare. Ad esempio, la tossicità potrebbe dipendere dall’organismo del soggetto destinatario e può variare da un’assenza di tossicità al massimo grado di tossicità”.

Senza responsabilità legale, la Baxter potrebbe prepararsi a vendere centinaia di milioni di dosi contenenti l’altamente tossico idrossido di alluminio come coadiuvante? Forse è ora di chiedere a tutti i principali funzionari dell’OMS, del SAGE e del CDC e ai funzionari di Gabinetto dell’Amministrazione Obama che facciano un passo avanti e siano i primi a prendere l’intera dose del vaccino contro l’H1N1 che sta venendo reso disponibile al pubblico. Dovremmo aggiungere alla lista di coloro che dovrebbero ricevere il vaccino per primi tutti i membri del Congresso che hanno votato a favore dello stanziamento di 7 miliardi di dollari per l’emergenza H1N1 e che hanno approvato l’immunità delle aziende farmaceutiche da condanne legate ai danni causati dai loro prodotti. Loro, non la popolazione civile dovrebbero essere le prime cavie umane del nuovo vaccino. Potremo quindi osservare i risultati. Lo stesso dovrebbe valere per altri governi nazionali e principali agenzie sanitarie che richiedono ai propri cittadini di prendere il vaccino H1N1 della GlaxoSmithKline o della Baxter, per vedere se è davvero sicuro.

E l’OMS fermò i controlli sull’H1N1

Un altro indizio sul fatto che il mondo viene considerato pieno di grandi babbei nella situazione di panico creata dall’OMS e legata all’Influenza suina è il fatto che l’OMS stessa, l’ente mondiale a cui è affidato il compito di monitorare gli sviluppi della cosiddetta pandemia o persino della epidemia a livello mondiale, ha appena deciso di smettere di tenere traccia dell'influenza suina (o H1N1 Influenza A come preferiscono chiamarla ora, così da non recare offesa a Smithfield Foods e ad altri allevatori di maiali a livello industriale).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità in un “comunicato stampa” pubblicato sul proprio sito Internet ha fatto un annuncio da lasciare sconcertati, in cui informa che non controllerà più gli sviluppi dell’H1N1. L’ultimo aggiornamento dell’OMS, pubblicato il 6 luglio, indica 94.512 casi confermati in 122 paesi, con 429 morti. L’OMS sostiene apparentemente che i numeri sui casi confermati in laboratorio erano in realtà senza significato.

Il comunicato stampa afferma che ai paesi continuerà ad essere chiesto di rendere noti i loro primi casi confermati. Viene affermato inoltre che dovrebbero prestare attenzione a focolai, i quali potrebbero indicare che il virus è cambiato verso una forma maggiormente letale. Altri “segnali nei confronti dei quali essere vigili”, afferma il comunicato, sono i picchi di assenteismo scolastico e la crescita delle visite ospedaliere.

Il CDC di Atlanta ha dato il proprio assenso allo stop ai conteggi dell’OMS. Il dottor Michael T. Osterholm, direttore del Centro per la ricerca e le politiche sulle malattie infettive dell’Università del Minnesota, ammette che i test esistenti per confermare l’Influenza A H1N1 non sono nemmeno certi, ma piuttosto fatti a casaccio. “Cattivi provvedimenti possono essere peggiori della totale assenza di misure”, ha affermato. Perciò l’OMS ha deciso di fermare test che in ogni caso non hanno dato alcun dato scientifico su chi ha l’H1N1 e chi no, e ha altresì deciso di smettere di contare qualsiasi risultato di test o casi di H1N1 in tutto il mondo affermando che “possiamo supporre che quasi tutti i casi siano di Influenza suina H1N1”. Questa sarebbe la scienza in base alla quale ci viene detto di vaccinare i nostri giovani? Caspita… Non con i nostri figli.

F. William Engdahl è autore di “Full Spectrum Dominance: Totalitarian Democracy in the New World Order”

Titolo originale: "Now legal immunity for swine flu vaccine makers"

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
19.07.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANDREA B.
Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it

domenica 6 settembre 2009

vaccino si e vaccino no.... ma siamo matti???

vaccino contro l'influenza suina (H1N1)


i vari paesi del mondo si ttivano a vaccinare i cittadini
contro la “suina” influenza. Io consiglio prima di vaccinarsi di leggere e
scaricare questo documento pdf all'indirizzo:

http://ec.europa.eu/enterprise/pharmaceuticals/register/2008/2008052043489/anx_43489_it.pdf

In questo documento è menzionato il vaccino della farmaceutica
GSK, ma non è menzionato il vaccino dell'influenza suina (H1N1).
Questa omissione fa veramente riflettere...

A pagina 2 e a pagina 16 infatti si può leggere la composizione del
vaccino dell'influenza aviaria (H5N1). Gli ingredienti sono:

- il Tiomersale o Thimerosal: è un conservante contenente mercurio
(leggi pagina 8 e 16). Quest'anno (2009) uno studio ha provato
definitivamente che il Tiomersale o Thimerosal è strettamente
correlato all'insorgenza dell'autismo e altri disturbi neurologici. A
questo punto viene spontanea questa domanda: «come mai i governi
raccomandano la vaccinazione ai bimbi ed alle gestanti?».

- lo squalene, che negli Stati Uniti non è mai stato approvato, (leggi
pagina 2 e 16): è un adiuvante che ha la funzione di turbo-amplificare
la risposta immunitaria del corpo umano al vaccino, ciò con lo scopo
di risparmiare sulle dosi di vaccino. Quando lo squalene viene
iniettato e non ingerito attiva un particolare meccanismo reattivo nel
corpo atto a eliminare tutto lo squalene stesso presente nel corpo e
nel sistema nervoso. Secondo molti ricercatori sarebbe questo uno dei
principali meccanismi a rendere lo squalene massicciamente sospettato
di provocare la “Sindrome del Golfo” e tutta una serie di altre
malattie debilitanti.

Lo squalene “ha contribuito alle reazioni a cascata denominate
Sindrome del Golfo, artrite, fibromialgia, linfoadenopatia, eruzioni
cutanee, eruzioni cutanee fotosensitive, eruzioni cutanee alle guance,
sindrome da fatica cronica, cefalea cronica, perdita anormale di peli,
lesioni cutanee inguaribili, stomatite aftose, vertigini, debolezza,
perdita di memoria, colpi apoplettici, cambiamenti dell'umore,
problemi neuropsichiatrici, effetti negativi sulla tiroide, anemia,
elevato indice di eritrosedimentazione, lupus eritematoso sistemico,
sclerosi multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica (ALS), fenomeno di
Raynaud, sindrome di Sjorgren, diarrea cronica, accessi di sudore
notturno e leggera febbre” secondo quanto riferisce la
micropaleontologa dottoressa Viera Scheibner.

Nel vaccino contro l'influenza suina (H1N1) la quantità di squalene è
di circa 1 milione di volte superiore a quello che aveva provocato la
Sindrome del Golfo. Leggi qui l'articolo pubblicato del periodico
rense.com.

Altre significative informazioni

La registrazione del farmaco Pandemrix porta la data 2008 così come
gli analoghi delle altre case farmaceutiche.

Il 30 per cento del personale infermieristico in Gran Bretagna e
numerosi sanitari in Canada si rifiutano di farsi vaccinare. Leggi qui
l'articolo del periodico www.ottawacitizen.com.

«Il vaccino contro l'influenza suina non è sicuro e non è stato
testato in maniera idonea». Questo è ciò che afferma la metà dei
medici britannici. Leggi qui l'articolo del periodico Daily Mail.

Last but not least: l’OMS ha svolto un'accurata falsificazione di
tutti i dati di diffusione, decessi e minacciato virologi affinché
sostenessero questo piano da delinquenti. Leggi qui l'articolo di
dprogram.net.


http://www.ecplanet.com/blog/archive/2009/08/27/ulteriori-informazioni-su-vaccino-contro-l-influenza-suina-h1n1.htm

http://www.youtube.com/watch?v=eFFjhfkIGp0

http://www.youtube.com/watch?v=dKpmEOzKW4M&feature=related

venerdì 21 agosto 2009

Scuola e disabili

«Così gli insegnanti di sostegno giocano sporco»

BARI - «Per tutto l’anno ho ricevuto le proteste dei genitori di alunni disabili: ragazzi isolati in classe o abbandonati persino nei corridoi, studenti parcheggiati in attesa dei genitori e professori di sostegno che pensano solo a sbrigare le proprie ore settimanali e appena possono se ne vanno frettolosamente: no, così non si può andare avanti, è ora di finirla».
Il direttore dell’ufficio scolastico provinciale di Bari, Giovanni Lacoppola, non le manda a dire e anche questa volta non usa mezzi termini per descrivere «una situazione sconfortante» e sollevare pesanti interrogativi sulla delicata questione dell’insegnamento di sostegno, materia già finita al centro di grandi polemiche dopo l’inchiesta del Giornale e la scoperta che al Sud i docenti sono il doppio che al Nord.
Lacoppola è alla guida dell’ex provveditorato da circa un anno, quanto basta per avviare una serrata battaglia contro l’assenteismo e scoperchiare lo scandalo delle autocertificazioni fasulle presentate per ottenere un posto al sole nelle graduatorie. Il tutto a suon di circolari interne e segnalazioni alla procura. E anche questa volta il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale mette tutto nero su bianco e in un messaggio di saluto inviato alla vigilia del nuovo anno scolastico sottolinea che si sono verificate «situazioni incresciose nei confronti degli alunni diversamente abili» aggiungendo che «talvolta non si è realizzata quell’effettiva richiesta di integrazione che è un loro inviolabile diritto». Lacoppola spiega che «certo, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio», precisa che «ci sono anche storie bellissime di ragazzi che sono stati effettivamente aiutati», racconta di «casi di docenti che si sono impegnati e hanno ottenuto grandi risultati»; tuttavia, il direttore dell’ufficio scolastico provinciale rivela anche di aver ricevuto una valanga di segnalazioni da parte dei genitori che ha fatto scattare qualcosa decisamente di più di un campanello d’allarme. E così annuncia il pugno di ferro per il futuro: «Adesso basta, vigilerò di persona e denuncerò alle autorità scolastiche chi non fa il proprio dovere», dichiara. «In realtà - dice Lacoppola - spesso agli alunni disabili non viene insegnato assolutamente nulla: vengono abbandonati e lasciati senza far nulla: a volte finiscono nel corridoio mentre i professori se ne vanno dopo aver terminato frettolosamente il proprio orario di lavoro», aggiunge.
Nel mirino ci sono centinaia di casi, almeno 400, situazioni emerse anche grazie a un’associazione di genitori di alunni disagiati che ha voluto proprio il direttore dell’ufficio scolastico provinciale come socio onorario. Lacoppola è un fiume in piena: non si sofferma solo sulla qualità dell’insegnamento, ma avanza il sospetto che gli studenti a volte siano trasformati in uno strumento nell’ambito di una strategia ben precisa. «C’è chi li utilizza - dichiara - per aumentare in questo modo il numero delle classi mentre altre volte vengono inseriti in progetti assolutamente inutili che non portano a nulla ma assicurano contributi». Inoltre, il dirigente punta l’indice anche contro il sistema di reclutamento, ritenuto inadeguato, e prepara una vera e propria rivoluzione sulle chiamate.
«La verità è che numerosi professori di sostegno - dichiara Lacoppola - pensano solo all’immissione al ruolo e la prima cosa che fanno è scegliersi la scuola più vicina a casa; ma adesso si cambia: d’ora in poi - annuncia il direttore dell’ufficio scolastico provinciale - i prof saranno scelti solo in base alla preparazione richiesta per aiutare gli alunni».

di Bepi Castellaneta


Argomenti correlati: Scuola

Se vuoi leggere l'articolo originale clicca qui:
http://pressin.comune.venezia.it/leggi.php?idarticolo=19549

giovedì 20 agosto 2009

attenti ai falsi medici ed imbonitori di miracoli

A volte accade che in un forum ci siano strani personaggi che sotto mentite spoglie dichiarino di essere seri professionisti. Il problema sorge in seguito, quando avviene il contatto e chiedi chiarimenti di iscrizione ad albo professionale per verificare la vera esistenza di chi si qualificherebbe come "risanatore" delle tue disgrazie!

questo mi è accaduto in un forum:

http://piccolomondoantico.forumfree.net/


precisamente in questo forum gestito fra le altre cose da una persona che stimavo da anni e che mi ha deluso per scarsa etica, e che ha pensato subito dopo la mia segnalazione di eliminarmi come utente scomodo.

Nel forum sono stata contattata con un messaggio privato, da un nik, e dopo aver ricevuto un cellulare e ricontattato io a mia volta, non sono riuscita ad avere un cognome chiaro dell'imbonitore di miracoli, ma bensì mi è stato dato il nome di una miracolata con tanto di sua patologia e luogo dove lavora. Quindi a rigor di logica potrei telefonare al luogo di lavoro e cercare la suddetta persona che ha perso in automatico la sua privacy, anche perché pur non avendo il cognome, e facendo due conti statistici, penso si possa trovare facilmente.
Dopo aver inviato due email chiedendo chiarimenti ho avuto un silenzio totale.

ora i casi sono due: questa persona è stata radiata dall'albo per incompetenza professionale, oppure possiede una di quelle lauree che in italia non sono accettate e quindi lavora sotto mentite spoglie e se un allocco lo pesca buon per lei??

consiglio: chiedere sempre la iscrizione all'albo da poter verificare, e nel caso non si potesse, provvedere a segnalare con una denuncia contro ignoti presso la polizia che invii una verifica alla polizia postale nel caso ravvedeste un manifesto abuso di professione illecita.
personalmente spero che la suddetta incontri qualche d'uno dotato di megaportafoglio che la "distrugga".

tramite internet, ho contatto e sono stata contattata da professioniste/i e ho sempre potuto verificare i dati anagrafici, ho incontrato persone stupende che non mi hanno mai chiesto soldi ma mi hanno umilmente dato "dritte" per affrontare l'ospite molesto!

quindi coloro che non si qualificano sono da DIFFIDARE!
dovrebbero nei vari forum inserire una legge con i dati anagrafici di ognuno di noi per tutelare glu utenti deboli, giovani appena diagnosticati o persone sole e vulnerabili!

venerdì 7 agosto 2009

ansia reattiva...



una vecchia saggia pianta nel giardino dei miei ricordi si erge imponente e rassicurante con radici ben ancorate al terreno...mancano le mie radici.

caldo ossessivo, anelo frescura per il corpo e un'anima sfatta da ansie riversate addosso inutilmente senza pietà da colui che vive con immense paure la vita che tutti vorremmo perfetta e perfetta non è...

cerco di liberarmi di questo suicidio delle emozioni regalatomi senza pietà immergendomi nella musica urlante.

ho buttato fuori tutto quello che avevo dentro in questi pomeriggi estivi, e sono due giorni che colui che riversava a cascata i suoi dolori assurdi di non maturata crescita forse inizia a rispettare questa mia stanchezza di anima disponibile.

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